Disimparare per imparare non significa dimenticare, ma aiuta ad uscire dal meccanismo del “è sempre stato fatto così”.
Rimanere sul gradino delle abitudini, non ci permette di cambiare prospettiva. La frase che deriva dal mondo della certificazione, MIGLIORAMENTO CONTINUO (Kaizen in giapponese) è totalmente in contrapposizione con l’ancorarsi alle abitudini. Alcune, sicuramente saranno utili, hanno portato benefici per anni, non è necessario screditare totalmente ciò che è stato fatto fino ad adesso. Ma è altrettanto importante approcciarsi criticamente e domandarsi se è possibile salire anche solo di un gradino in più su quella scala che è il miglioramento continuo.

Questo approccio critico, quindi mettersi in discussione, permette di attivare la FLESSIBILITA’ COGNITIVA, che ci aiuta ad adattarci al cambiamento. Ed il cambiamento è una sfida che l’essere umano deve affrontare volontariamente o involontariamente infinite volte durante la propria vita.
Le ragioni portatrici di cambiamento sono tantissime e di diversa natura: lavoro, famiglia, salute, scelte di vita, tecnologia, ecc. Ad esempio, un cambio di lavoro, o di posizione lavorativa, oppure la casa che diventa piccola per l’arrivo di figli, o troppo grande perché i figli oramai sono fuori casa.
Un cambiamento richiede adeguamento e il vantaggio del miglioramento.

Comprendo che si tratti di una quantità significativa di informazioni da assimilare. Ma è importante riflettere su come affrontare un eventuale cambiamento.
Mi piace immaginarlo come la ricetta della pozione polisucco di Harry Potter 🧙🏼♀️; in un calderone vanno uniti tantissimi elementi (leggasi ingredienti per la pozione):
- famiglia
- figli, matrimonio
- familiari in difficoltà
- malattie
- separazioni
- …
- emozioni
- preoccupazione
- allegria
- tristezza
- ansie
- …
- lavoro
- incertezza
- promozioni
- stipendio
- colleghi
- smart working
- ….
- ….
Possiamo veramente aggiungere tanti ingredienti alla nostra pozione. Siamo umani e dobbiamo essere grati in realtà di poter godere, vivere e trasformarci quotidianamente.
Ma non sempre si ha la predisposizione d’animo per essere sereni e affrontare i cambiamenti con il giusto spirito, e non da meno non tutti i cambiamenti portano gioie.
🤷🏼E allora, cosa possiamo fare?
Ci sono diverse modalità!
Il primo step è quello di predisporci con serenità mentale ed emotiva. Essere sereni emotivamente ci aiuta a riappropriarci della nostra lucidità mentale e permetterci di prendere decisioni chiare, durature, allineate.
Poi c’è l’elefante 🐘, e si perchè “mangiare l’elefante tutto intero” può essere difficile anche per un T-Rex 🦖. Attraverso la leggerezza si può spiegare qualcosa di un po’ più complesso. I problemi, soprattutto se non si è lavorato bene nel primo punto, risultano enormi, siamo sopraffatti dalle cose da fare e ancora di più dalla voglia di risolvere in fretta. La voglia di fare e la velocità ci porta a non avere la forza, la chiarezza del quadro d’insieme.
- rallentare
- guardare l’elefante nella sua interezza
- decidere da dove iniziare —> SPACCHETTAMENTO
- pianificare —> definizione di PRIORITA’ E TEMPI
- iniziare a mangiare l’elefante un pezzettino alla volta
A volte ci sembrerà di cadere, di non farcela, di essere sopraffatti e di sentirsi soli, è vero può capitare, proviamo a rifocalizzarci, prendendo ogni momento di sconforto come utile per ricominciare il cammino, come una fermata per recuperare le energie durante un lungo sentiero.
Un passetto alla volta si arriverà alla fine, che l’elefante lo abbiamo mangiato e magari anche digerito! 😄 Povero elefante!!! 😃
E infine “disimpariamo per imparare” poniamoci sempre nella posizione di analizzare ogni piccolo step, ogni situazione con un ottica diversa, con spirito diverso. Mi piace associare questo cambio di visione ad una persona che resta seduta sempre allo stesso posto sulla stessa poltrona (che sia su un treno, in casa, al banco di scuola, in aereo…) avrà sempre la stessa visuale, che ha imparato ad apprezzare, alla quale si è abituato, ma perde la possibilità di poter ammirare lo stesso panorama da tutt’altra posizione, potrebbe apprezzare nuovi dettagli e analizzare le cose in modo diverso. Quindi alziamoci dalle nostre sedie e proviamo a cambiare posizione, ponendoci in una dimensione di critica costruttiva. “Questa cosa prima la facevo così” “Adesso posso farla in altro modo”. Consapevoli che il nuovo modo porterà nuovi benefici e nuovo vigore.
