Sarà sicuramente capitato anche a voi di imbattervi in quei post, reel o qualdir si voglia contenuto social che usa per attirare la nostra attenzione la domanda:
Come ci sono riuscita? Vi svelo il mio metodo!
Siamo così curiosi, o almeno io sono talmente curiosa da rimanere lì inchiodata e spesso anche inebetita dal contenuto e alla fine ho la netta sensazione di aver perso tempo e anche energie perché il contenuto è vuoto.
Oggi però non voglio usare questa parola per attirare la vostra attenzione, ma più che altro per chiedervi un confronto diretto, pratico, da essere umano ad essere umano.
Mi spiego subito, non ho intenzione di farvi perdere tempo, altrimenti non sarei una Professional Organizer 😇.
Negli ultimi anni mi hanno chiesto tantissime volte con fare decisamente ammirato “ma come riesci a fare tutto?”, ho impiegato molto tempo a trovare una risposta soddisfacente a questa domanda. Con il passare del tempo ho capito che c’erano diversi fattori che mi stavano aiutando a fare “tutto”, che poi “tutto” cosa significa veramente?! Il concetto di “tutto” è molto soggettivo e strettamente legato alla percezione dell’essere umano e degli obiettivi che si prefigge. Ad ogni modo, fra i vari fattori avevo individuato:
- marito supporter #1 della Piepoli: si è sacrificato tanto e ha gestito senza il mio aiuto molte situazioni anche complesse dove in due sarebbe stato decisamente più semplice;
- due bambini speciali e stupendi;
- nient’altro direi! 😅
Ecco questo era il mio elenco all’inizio, pensavo che (in ordine sparso) essere iscritta all’università, avere un lavoro da responsabile a tempo pieno (oserei dire pienissimo), due bambini piccoli, una casa, una vita e un burn out da gestire, organizzare corsi di lingua per bambini, essere rappresentate di classe e frequentare un corso di formazione specifico per P.O. non fosse nulla di speciale, e che gli unici elementi che mi permettevano di incastrare tutto fossero appunto quegli elencati sopra.
Tanto amore per loro, ma effettivamente non posso ridurre a un punto elenco così ristretto ed emotivamente coinvolto e tralasciare ciò ho messo in piedi per anni, ogni giorno senza perdere un solo istante in nessuna situazione di quelle elencate sopra. Mettiamoci nel mezzo anche il cambio di lavoro e una graduale ripresa dal burn out.
E allora “come sono riuscita a fare tutto”?
Mi ha aiutata l’ORGANIZZAZIONE.
- organizzazione familiare;
- organizzazione degli impegni lavorativi;
- organizzazione degli spazi;
- organizzazione dello studio;
- organizzazione delle priorità;
- organizzazione del tempo;
- ho lasciato andare il perfezionismo (questo punto vale doppio!!!)
Dopo aver analizzato con calma gli ultimi tre anni, posso sicuramente confermare che questo è stato il mio personale metodo. E’ vero mio marito e i bambini mi hanno supportata e aiuta tantissimo, ma è stato necessario organizzare ogni aspetto.
E’ stato facile? E’ stato costante? Ha sempre dato gli stessi risultati?
Eh no!
A volte ho avuto voglia di mandare tutto all’aria, altre ero così stanca da non ricordare bene le ragioni che mi hanno spinta a continuare con gli studi e ad intraprendere così tanti progetti. Ci sono stati momenti in cui è ho mandato all’aria tutta l’organizzazione e altre in cui l’ho dovuta ricostruire.
Perchè vi racconto questo?
Perché l’altro giorno io stessa ho posto una domanda simile ad un’amica: “come fai a guardare così tanti telefilm?” E lei mi ha risposto “quando il bimbo va a letto io guardo la tv”. Lì per lì mi sono stupita del perché io non riesca a farlo e poi mi sono detta che fra i vari punti dell’organizzazione c’era anche quello di dedicare il mio tempo libero a cose che mi piace veramente fare e la TV non è fra queste.
Si può pensare fin qui che io sia una Signorina Rottermeir pronta a bacchettare tutti, me stessa in primis, se il programma scritto sul frigorifero in un bellissimo planner non viene rispettato. No, al contrario, dovete immaginare un lavoro di concerto, silenzioso e molto personale al quale la famiglia ha partecipato ma un po’ inconsapevolmente, proprio perché non volevo gravare su nessuno e perché ritenevo necessario lasciare la libertà a tutti di organizzare la propria vita come meglio credono.
Tutto questo per dire:
- Organizzare non significa bloccare, ingessare la propria vita, ma al contrario elevare ogni suo aspetto e capire come e dove convogliare le nostre attenzioni le nostre energie e le nostre priorità;
- Organizzare non significa creare uno schema fisso che funzionerà per sempre, ma è estremamente adattabile al momento di vita che stiamo vivendo, permette di essere flessibili;
- Perfezionismo e organizzazione non sono in armonia, hanno proprio litigato 😂. Non esiste la formula perfetta per tutti, quindi un metodo, ma esiste ciò che si adatta alle nostre esigenze in un determinato periodo della nostra vita, che questo duri giorni o anni interi.
- Organizzazione non deve diventare fatica, ma supporto, è lo strumento che ci aiuta nel sprecare meno le nostre energie e utilizzarle meglio.

Il mio percorso universitario è quasi volto al termine e se mi guardo indietro sento tanta fatica, tanta paura, e so che i risultati ottenuti a quasi 40 anni non hanno lo stesso peso di quando mi sono laureata a 22 anni. Ogni pagina studiata, ogni voto ottenuto ha avuto un peso doppio perché la mia vita è diventata meravigliosamente più complessa. Ne sono orgogliosa.
So che nuovi progetti si apriranno e altri li dovrò costruire da zero, ma so che riuscirò a ritagliare il giusto tempo, la giusta energia e le giuste priorità e ad organizzare tutto al meglio delle mie possibilità.
E tu come riesci a fare tutto?
Ti leggo nei commenti se ti va.
Francesca